Finte bisex

Ci sono le donne etero, le bi-curiose, le bisessuali e poi ci sono loro: le finte bisex

Il mondo dello scambismo è pieno di sorprese, alcune bellissime, altre meno. Se sei una donna bisessuale e non vedi l’ora di buttarti tra le braccia di un’altra donna, aguzza bene la vista perché non tutto ciò che luccica è oro. Sono tante, tantissime, le Lei che recitano una parte fingendosi di essere ciò che non sono.

 

Definizione di bisex

Così ci spiega Treccani: Di persona attratta sessualmente da entrambi i sessi. Molto semplice no? Non ci gira attorno, non è una definizione vaga. Al contrario, con poche parole centra perfettamente il nocciolo della questione. “Attratta sessualmente” ovvero non dice “aver voglia di fare shopping assieme o mangiarsi un gelato”. Vuol dire, santa pazienza, essere colpiti da una persona del tuo stesso sesso e non desiderare altro che scoparci assieme. Questo meccanismo funziona con entrambi i sessi, sempre, da sempre, e per il resto della tua vita. Perché non si cambia, per lo meno non così radicalmente. Avete mai sentito qualcuno che è stato gay e ora non lo è più? Io no, poi per carità qualche raro caso può essere anche che esista (fatemelo conoscere sono come San Tommaso).

Quindi, baciare occasionalmente un’altra donna, o addirittura leccarla in mezzo alle gambe, non fa di voi delle bisessuale. A meno che non lo facciate con estremo piacere, restando sorprese in primis di voi stesse. Sarebbe comunque anomalo arrivare in età adulta e scoprire improvvisamente che la vagina tutto sommato vi eccita. Non è impossibile ma è improbabile. Cioè, è come dire “non so nuotare ma sono caduta in acqua e ho scoperto di saperlo fare”. Inverosimile non vi pare? È molto più probabile che affoghiate piuttosto che restiate a galla.

Ora non è mia intenzione fare un elenco dei campanelli che dovrebbero farvi capire la vostra inclinazione sessuale (ecco magari ci faccio un bell’articolo). Vi dico solo con certezza che bisessuale ci nasci e te ne accorgi piuttosto presto. Io per esempio ho avuto i primi segnali a dieci anni, poi naturalmente ne ho preso reale coscienza più avanti, verso l’adolescenza.

Mi permetto di aprire una parentesi sulle etichette. Mi pare di capire che la tendenza generale sia quella di non etichettare, un contro senso considerando il numero di termini che sono emersi ultimamente proprio nel tentativo di definire la nostra sessualità. Penso che dare un nome a ciò che siamo sia una necessità che nasce, più che altro, dal bisogno di capire. Far chiarezza dentro di noi, alle persone che ci stanno vicino e a quelle che sono diverse da noi. Io non ci trovo niente di male nel definirmi all’interno di una categoria, ma capisco perfettamente chi invece non vuole proprio essere catalogato in un modo piuttosto che in un altro.

 

L’amara scoperta

I primi passi in questo mondo li abbiamo fatti per svariati motivi tra i quali la mia bisessualità. Inizialmente frequentavamo solo Club (ingenui) e vivevamo nell’illusione che la maggior parte delle donne fossero realmente bisessuali. Ricordo che il primo approccio con le coppie era scandito sempre dalla stessa domanda: anche lei è bisex? Quasi tutti rispondevano di sì. Anche gli annunci dei vari siti dedicati al tema erano molto chiari. Quasi sempre nella descrizione della Lei era spuntata la casella “bisex”. Io era contentissima, sapevo che il mondo fosse pieno di donne bisessuali ma non pensavo così tante. Non ero l’unica quindi ad essere felicemente fidanzata ma con una passione per il mio stesso sesso! Era fatta. Bastava solo scegliere con chi giocare e la serata sarebbe stata un successo assicurata. Ehm…non andò esattamente così.

Agli inizi io e il mio fidanzato non facevamo mai scambio completo, se volete leggere la nostra “prima volta” potete trovare qui il racconto.

Eravamo sempre alla ricerca di una coppia per farmi giocare con l’altra donna. Ero arrivata a pensare che la maggior parte delle coppie facesse scambismo per soddisfare le fantasie bisex delle proprie compagne. Non avrei mai potuto pensare a una cazzata più abnorme di questa, ma l’ho capito solo dopo.

Con l’accumularsi di serate andate male, ho lentamente preso atto che purtroppo l’ambiente fosse pieno di finte bisex. Non parlo in termini dispregiativi naturalmente, ognuno fa quello che vuole e loro hanno dei buoni motivi per fare ciò che fanno. Però mi fanno incazzare.

Mica siamo sul set di un film porno! Non ti pagano per recitare una parte ed è deprimente vedere una forzatura, soprattutto in questo contesto. Se poi, come me, sei veramente interessata alle donne, tutto diventa tristemente patetico.

 

Il teatrino

STEP 1

Più o meno ogni tentativo di divertirsi si svolgeva allo stesso modo. La serata iniziava nel Club con una dose di alcool adatta a un neonato. E qui mi permetto di aprire una parentesi: i cocktail nei locali sono sempre e inesorabilmente delle merde, il vino nemmeno ci provo e le bollicine stendiamo un velo pietoso. Però hai sempre un paio di consumazioni gratuite eh! Io dico, ma cazzo fatemele pagare ma fatemi bere in grazia di Dio. Se non bevo bene punto almeno ad ubriacarmi, il giusto per dare uno sprint alla serata. Macché…la quantità di Gin che mettono in un cocktail è ridicola quindi prima di ubriacarti dovresti trangugiare tanta di quella Soda da nausearti.

STEP 2

Ci guardavamo attorno per studiare la fauna del posto. Una volta individuata la preda si faceva in modo di appartarsi in una stanza dedicata alle coppie. A seconda del locale si chiudeva una porta o si tirava una tenda, in questo modo le coppie potevano avere la loro privacy. All’epoca come locale italiano sceglievamo praticamente sempre il Krystal Club. Tutt’oggi lo consiglio come uno dei pochissimi Club che vale la pena visitare.

Le stanze erano parecchie e sempre pulitissime. Non era difficile trovare un letto libero, eccetto nelle serate di super ressa ma erano delle eccezioni.

Sorrido pensando a com’eravamo prima io e il mio fidanzato. Facevamo solo quello che banalmente definirei “cose a 4”. Non uno di più, non uno di meno.

 

STEP 3

Si passava all’azione, puntualmente aperta dalle donne. Finalmente, il mio momento.

Non vedevo l’ora di accarezzare la pelle morbida di quella splendida creatura di fronte a me. Non vedevo l’ora di baciarla, spogliarla, sentire la sua pelle contro la mia. Immaginavo di avere tantissimo tempo a disposizione, di fare tutto con la più assoluta calma. Pensavo che avremmo iniziato gradualmente per poi impazzire e godere l’una dell’altra. In tutto ciò ignoravo totalmente la presenza dell’altro uomo, a volte anche quella del mio fidanzato. Non avevo bisogno degli uomini, era il momento delle donne e che cazzo lasciateci stare! Lasciateci giocare in pace, come e quanto vogliamo. Credevo fossero tutti pensieri condivisi tra me e l’altra donna ma ovviamente mi sbagliavo.

L’inganno

Il più delle volte bastava qualche bacio, un paio di carezze, una toccata di tette e subito ti ritrovavi la mano di lui sul culo. In un batter d’occhio quello che pensavo fosse il “mio momento magico” si trasforma in una roba triste e palesemente falsa.

Spesso accade che l’uomo incoraggi la propria fidanzata/moglie a sperimentare l’altro sesso, così da poter entrare assieme nel fantastico mondo dello scambismo. Questa è una della peggior specie di coppia che puoi incontrare.

Queste donne non lo fanno per cattiveria ovviamente e credo anche siano inconsapevoli del disagio che creano all’altra donna. Resta il fatto che quando ti mettono la lingua in bocca stanno solo pensando al piacere del marito. Scusa tanto ma non me ne frega un cazzo dell’erezione di tuo marito. Anche perché non auguro a nessuna di trovarsi nella spiacevolissima situazione in cui la bella bambola si vuole trombare il tuo fidanzato mentre tu hai addosso uno schifo di essere che mai nella vita avresti avvicinato. No grazie.

Non è nemmeno vero che tutte fingano o si sforzino di essere naturali. Alcune di queste provano anche piacere e magari si divertono. Dico solo che c’è un abisso tra il divertirsi e l’essere veramente bisex.

L’esodo

Quando ho preso consapevolezza di questa realtà è iniziato il declino. Guardavo le coppie pensando “Poi dovrò togliermi di dosso quell’individuo? Anche no.” Non mi fidavo più di chi scriveva o diceva “bisessuale”. Da lì è partito lo sconforto che gradualmente ci ha poi allontanati dai Club e per un breve periodo dal mondo dello scambismo.

Quando vai a letto con una vera bisex te ne accorgi, non ci sono maschere che tengano. Per fortuna poi nel corso degli anni ho avuto modo di incontrarne diverse, splendide e reali.

Consiglio

A voi che millantate una bisessualità della quale non conoscete la vera essenza (alle volte manco l’ABC). Siate per piacere più chiare. In primis con voi stesse, in secondo luogo con gli altri che vi stanno attorno. Mi pare piuttosto importante dato che non ci si vede per una chiacchierata ma per fare sesso. Si chiama onestà intellettuale.

Mia

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